Chi paga cosa: come si compone davvero la retta di una struttura per anziani

Da dove viene questa informazione
Ambito
Italia
Fonte
DPCM 12 gennaio 2017 (LEA) per la ripartizione della retta; DPCM 159/2013 per l'ISEE sociosanitario residenziale
Verificato il
2026-08-11

La retta di una struttura per anziani non autosufficienti si divide in due componenti: la quota sanitaria, a carico del Servizio Sanitario Regionale, e la quota alberghiera o sociale, a carico della persona ospitata e della sua famiglia. Quando la persona non ha redditi sufficienti, sulla quota alberghiera può intervenire il Comune di residenza.

Capire questa struttura prima di confrontare i preventivi è la differenza tra una scelta informata e una sorpresa al primo mese.

Lo schema è nazionale. Gli importi no: quanto vale la quota sanitaria, quali soglie danno diritto all'integrazione comunale e come si calcola il contributo sono decisi a livello regionale e comunale. Quello che segue serve a sapere quali domande fare; le cifre vanno chieste al proprio territorio.

La quota sanitaria

Copre l'assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Viene riconosciuta dal servizio sanitario regionale quando la struttura è accreditata e la persona è stata valutata come non autosufficiente dall'unità di valutazione dell'ASL.

Due condizioni, entrambe necessarie. Una struttura non accreditata non può accedervi, per quanto sia valida. E senza valutazione formale la copertura non scatta, anche in una struttura accreditata.

La quota alberghiera

Copre vitto, alloggio, servizi generali. Resta a carico dell'ospite. È la parte che varia di più tra strutture, ed è quella su cui ha senso confrontare.

Attenzione a cosa comprende: lavanderia, parrucchiere, podologo, trasporti per visite, presidi per l'incontinenza non sempre sono inclusi. Sono voci che sembrano minori e che sommate incidono. Vanno chieste per iscritto, voce per voce.

L'integrazione comunale

Quando il reddito e il patrimonio della persona non bastano a coprire la quota alberghiera, il Comune di residenza può intervenire. L'accesso si valuta con l'ISEE — nello specifico l'ISEE sociosanitario per prestazioni residenziali, che ha regole di calcolo proprie e non coincide con l'ISEE ordinario.

Due cose da sapere prima:

  1. L'ISEE sociosanitario residenziale considera anche la situazione dei figli, secondo criteri specifici. Non è quindi automatico che conti solo il patrimonio del genitore.
  2. La domanda va presentata al Comune di residenza, e i tempi non sono immediati. Vale la pena avviarla in parallelo alla ricerca della struttura, non dopo.

Perché i preventivi non sono confrontabili così come arrivano

Quando si chiedono i costi a cinque strutture, arrivano cinque numeri costruiti in modo diverso. Uno comprende la quota sanitaria, un altro no. Uno include i presidi, un altro li fattura a parte. Uno indica la tariffa per camera doppia, un altro per singola.

Per rendere i preventivi comparabili servono tre domande, sempre le stesse:

  • Qual è la retta totale giornaliera, e quale parte è quota sanitaria?
  • Cosa non è compreso, con l'elenco delle voci extra e il loro costo?
  • La tariffa indicata è per camera singola o doppia, e qual è la differenza?

Il dato che manca a tutti

Sui costi medi effettivi per provincia, e su quanto incida davvero la componente a carico delle famiglie, i dati pubblici sono frammentari e datati. È una delle informazioni che le famiglie cercano di più e che nessuno pubblica in forma utilizzabile.

È uno dei motivi per cui stiamo costruendo Kindrya in Italia territorio per territorio: raccogliere le informazioni reali delle strutture e renderle confrontabili, dicendo da dove vengono e quando sono state verificate. Registrati per essere avvisato quando saranno consultabili nella tua zona.

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