Nella maggior parte dei casi la decisione di cercare una struttura non matura gradualmente: arriva dopo una caduta, un ricovero o un peggioramento improvviso, quando si hanno pochi giorni per decidere. I segnali che precedono quel momento però esistono, e riconoscerli permette di scegliere invece di subire.
I segnali sulla sicurezza
Sono i più importanti perché indicano un rischio immediato.
- Cadute, anche senza conseguenze. Una caduta è un evento sentinella: la probabilità che se ne verifichi un'altra aumenta sensibilmente.
- Gas o fornelli lasciati accesi, porte lasciate aperte.
- Farmaci saltati, presi due volte o confusi tra loro.
- Episodi di disorientamento fuori casa, anche in luoghi noti.
Quando compaiono, la domanda non è più se serva assistenza, ma di che tipo.
I segnali sulla persona
- Perdita di peso non spiegata, che spesso indica che i pasti non vengono più preparati o consumati.
- Trascuratezza nell'igiene personale in una persona che prima ne aveva cura.
- Ritiro dalle relazioni: telefonate non risposte, inviti rifiutati.
- Inversione del ritmo sonno-veglia, particolarmente frequente nel decadimento cognitivo.
I segnali sul caregiver
Questi vengono ignorati quasi sempre, e sono quelli che determinano la tenuta del sistema. Un'assistenza a casa regge finché regge chi la fornisce.
- Il caregiver principale ha rinunciato a ferie, tempo libero o parte del lavoro.
- Dorme male da mesi perché la notte è interrotta.
- Ha sintomi fisici propri — mal di schiena, pressione, disturbi del sonno — comparsi da quando assiste.
- Non riesce più a immaginare come sarà tra sei mesi.
Il burnout del caregiver è un fattore di rischio per entrambi. Quando un familiare crolla, l'ingresso in struttura avviene comunque, ma in emergenza e in condizioni peggiori.
Le alternative prima della struttura
Non sempre la struttura è il passo successivo. Vale la pena valutare, con il servizio sociale o l'ASL:
- Assistenza domiciliare integrata, con interventi sanitari a casa.
- Centro diurno, che copre le ore centrali della giornata e alleggerisce il caregiver mantenendo la persona a casa.
- Ricovero di sollievo, un periodo limitato in struttura per permettere al familiare di recuperare.
- Adattamenti dell'abitazione, che a volte spostano in avanti di molto il momento della decisione.
Il ricovero di sollievo è particolarmente sottoutilizzato: molte famiglie non sanno che esiste.
Come non arrivarci impreparati
La cosa più utile che si possa fare quando i primi segnali compaiono è informarsi prima di averne bisogno: quali strutture esistono nel territorio, per cosa sono accreditate, come funziona la valutazione. Serve poche ore, e cambia completamente la posizione da cui si decide se arriva l'emergenza.
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