Arriva il momento in cui vostro padre non si alza più da solo, e chi lo assiste non riesce a spostarlo con le braccia senza farsi male. Serve un sollevatore. La domanda che tutti fanno è quanto costa; quella giusta è chi deve procurarlo, e in quanto tempo arriva.
Esistono due strade — quella del Servizio Sanitario Nazionale, gratuita ma lenta, e quella privata, immediata ma a carico della famiglia — e non sono alternative: quasi sempre si percorrono insieme.
La via pubblica: come si chiede
Il sollevatore, fisso o mobile, rientra fra gli ausili che il Servizio Sanitario Nazionale può fornire, secondo il Nomenclatore Tariffario allegato al DPCM 12 gennaio 2017 che definisce i Livelli Essenziali di Assistenza.
Il percorso ha quattro tappe, e nessuna si può saltare:
- Il medico di base della persona assistita indirizza a uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale, di solito un fisiatra.
- Lo specialista prescrive, indicando diagnosi e codice dell'ausilio. È la prescrizione vera e propria: senza, la pratica non parte.
- L'ASL autorizza e organizza la fornitura, di norma in comodato d'uso attraverso un fornitore convenzionato o il proprio magazzino.
- Il collaudo verifica che l'ausilio consegnato sia quello prescritto e adatto alla casa.
Il costo per voi è zero. Il prezzo è il tempo, e i tempi cambiano molto da ASL ad ASL: è la variabile che nessuno può prevedere da fuori, e l'unica cosa sensata è chiedere subito, alla vostra ASL, una stima realistica.
La via privata, e perché spesso serve comunque
Quando i tempi non reggono — e capita, perché il bisogno nasce da un peggioramento improvviso — restano l'acquisto e il noleggio. Il noleggio è la soluzione che le famiglie scoprono tardi e che spesso conviene: copre l'attesa, e si interrompe quando l'ausilio pubblico arriva.
Vale la pena distinguere due tipi. Il sollevatore mobile a carrello è il più diffuso: si sposta fra le stanze, ma ha bisogno di spazio per manovrare attorno al letto e di un pavimento libero. Il sollevatore fisso, a soffitto o a binario, è più stabile e più comodo da usare per una persona sola, ma richiede un'installazione e ha senso solo se la situazione durerà.
Anche i servizi sociali del Comune possono intervenire, di solito dentro l'assistenza domiciliare o con contributi per l'adattamento della casa. Si chiede all'ufficio servizi sociali del Comune di residenza, e le condizioni cambiano da territorio a territorio. Molte famiglie non sanno di poterlo chiedere: vale la telefonata.
Se avete assunto voi chi assiste, questo vi riguarda
C'è un punto che quasi nessuno spiega, e che cambia la vostra posizione.
Quando l'assistenza è affidata a una struttura o a una cooperativa, procurare i mezzi per sollevare una persona è un obbligo del datore di lavoro: lo impone il decreto sulla sicurezza del lavoro, che chiede di evitare la movimentazione manuale ricorrendo ad ausili meccanici.
Quando invece siete voi ad assumere direttamente un'assistente familiare con il contratto di lavoro domestico, quel decreto non si applica: l'articolo 2, comma 1, lettera a) esclude espressamente «gli addetti ai servizi domestici e familiari» dalla definizione di lavoratore. Non siete tenuti a redigere una valutazione dei rischi come farebbe un'impresa.
Ma non siete senza doveri, ed è qui che conviene fermarsi un momento. Resta l'obbligo generale di tutelare l'integrità fisica di chi lavora per voi, che il codice civile pone a ogni datore di lavoro. Resta il contratto collettivo del lavoro domestico. E resta la copertura assicurativa per infortunio, obbligatoria attraverso i contributi che versate: se chi assiste vostro padre si fa male sollevandolo, quell'infortunio va denunciato, e la denuncia protegge entrambi.
Al di là degli obblighi, c'è la cosa pratica: una persona che si fa male alla schiena smette di poter assistere. Trovare qualcun altro che conosca vostro padre costa molto più di un noleggio.
Cosa fare, in pratica
Mentre la pratica ASL va avanti:
- Chiedete al medico di base di avviare la prescrizione subito, anche se pensate che l'ausilio serva «fra qualche mese». I tempi si contano da lì.
- Abbassate il rischio con quello che avete. Un letto regolabile in altezza cambia più di qualsiasi tecnica; lo spazio libero attorno al letto, per stare di fronte e non di lato, evita la torsione che è il movimento che rompe le schiene.
- Chiedete una stima dei tempi all'ASL e, in parallelo, un preventivo di noleggio. Con i due numeri davanti la decisione si prende in cinque minuti.
- Telefonate ai servizi sociali del Comune: la seconda via esiste e spesso nessuno ve la indica.
Il quadro cambia da territorio a territorio
Tempi di erogazione, criteri di accesso ai servizi comunali e organizzazione delle singole ASL non sono uniformi in Italia: la stessa richiesta, in due regioni diverse, può avere attese molto diverse. Questa pagina descrive il percorso previsto dalla normativa nazionale e la distinzione fra i due tipi di rapporto di lavoro; per i tempi e le condizioni concrete — che sono ciò che davvero decide se aspettare o muoversi in privato — il riferimento restano l'ASL e i servizi sociali del vostro Comune.